Contatori dell’acqua: verificazione a 13 anni

30 Gennaio 2026

Cosa cambia per il mercato e quali sono gli impatti operativi

Con il Decreto 26 novembre 2025 n. 219, entrato in vigore a gennaio 2026, il quadro normativo sui controlli metrologici dei contatori dell’acqua viene aggiornato in modo sostanziale, introducendo una semplificazione che avrà effetti concreti sull’intero mercato.

Il provvedimento modifica il DM 21 aprile 2017 n. 93 e stabilisce un’unica periodicità di verificazione pari a 13 anni per tutti i contatori dell’acqua, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. La nuova regola si applica non solo ai contatori di nuova installazione, ma anche a quelli già in servizio o già immessi sul mercato; la precedente distinzione tra tecnologie, che favoriva in particolare quella statica, rischiava di essere in contrasto con il principio UE di neutralità tecnologica visto la mancanza di elementi tecnici reali e comprovati idonei ad avvalorare tale scelta.

Dal punto di vista operativo, il primo impatto è la riduzione della complessità normativa. L’eliminazione delle differenze tra contatori meccanici, statici e venturimetrici consente a gestori e utility di operare con un quadro regolatorio più chiaro e uniforme, semplificando la pianificazione delle attività di verifica e riducendo il rischio di interpretazioni difformi. Una scadenza unica rende più lineare la gestione del parco contatori e facilita il coordinamento tra operatori, fornitori e organismi di controllo.

L’allungamento della periodicità di verificazione incide direttamente anche sulle strategie di gestione degli asset. Con cicli più lunghi, la pianificazione non può più basarsi esclusivamente sulla scadenza normativa, ma richiede una maggiore attenzione alla qualità metrologica nel tempo, alla stabilità delle prestazioni e all’affidabilità del dato lungo l’intero ciclo di vita del contatore. In questo contesto, la capacità di mantenere performance costanti diventa un fattore chiave per garantire continuità operativa e qualità del servizio.

Sul fronte dei costi, la nuova disciplina può tradursi in una riduzione degli oneri operativi legati alle verificazioni periodiche, con minori interventi sul campo e un uso più efficiente delle risorse. Tuttavia, questo beneficio è reale solo se supportato da strumenti di misura progettati per durare nel tempo e per assicurare precisione e affidabilità anche su orizzonti temporali più estesi. La norma, quindi, non riduce l’attenzione sulla qualità, ma al contrario la rende ancora più centrale.

Un altro effetto rilevante riguarda il posizionamento delle tecnologie sul mercato. Venendo meno le differenze normative tra le diverse soluzioni, il valore competitivo si sposta sempre più dalla tipologia del contatore alla qualità complessiva del sistema di misura. Stabilità, robustezza, protezione del dato e capacità di supportare una gestione evoluta delle reti diventano elementi distintivi, in un contesto in cui la misura è sempre più uno strumento strategico per l’efficienza operativa e la gestione della risorsa idrica.

Infine, l’estensione dei cicli di verificazione si inserisce coerentemente anche in una prospettiva di sostenibilità. Meno sostituzioni e meno interventi significano una riduzione dell’impatto ambientale, una maggiore efficienza dei processi e una gestione più responsabile delle infrastrutture. In questo senso, il decreto non rappresenta solo un aggiornamento tecnico, ma un passo verso un modello di gestione più razionale, orientato al lungo periodo.

Per il mercato, e per chi come Maddalena opera nella filiera della misura dell’acqua, il nuovo quadro normativo è quindi un’opportunità per ripensare il valore del contatore non come semplice dispositivo, ma come asset strategico, capace di coniugare affidabilità, efficienza e sostenibilità nel tempo.

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